Nessuno legge le informative privacy, e chi le scrive lo sa. Ma non serve leggerle tutte: bastano cinque minuti e tre righe da cercare. Ecco quali.
Quali dati servono davvero a un gioco
Un gioco che salva la collezione ha bisogno di sapere chi siete quando tornate. Per farlo bastano:
- un nome (che può essere inventato: è il nome nel gioco, non il nome vero);
- un'email, per recuperare l'account se si perde la password;
- una password, che deve essere salvata cifrata — cioè illeggibile anche per chi gestisce il gioco;
- i dati di gioco: carte, punti, partite.
Tutto il resto va giustificato. Non è vietato chiedere di più, ma deve esserci un motivo che si capisce.
I permessi che quasi mai hanno senso
Se un gioco di carte chiede questi, la domanda "a che gli serve?" va fatta ad alta voce:
- Rubrica dei contatti. Serve per farvi invitare gli amici, cioè per avere la lista dei vostri conoscenti. Non serve a giocare.
- Posizione. Un gioco di carte non ha nessun bisogno di sapere dove siete.
- Foto e file. Solo se il gioco permette di caricare un'immagine, e anche allora si può fare senza accesso all'intera galleria.
- Microfono. Solo per la chat vocale. In un gioco per bambini, la chat vocale è già una domanda a parte.
Le tre righe da cercare nell'informativa
- "Con chi condividiamo i dati". È la sezione più importante. Se compare una lista lunga di società pubblicitarie, sapete cosa state leggendo. Se compaiono due o tre fornitori tecnici — chi ospita il server, chi manda le email — è normale.
- "Dove si trovano i server". Dentro l'Unione Europea significa che valgono le regole europee senza passaggi intermedi. Fuori non è illegale, ma richiede garanzie in più.
- "Per quanto tempo conserviamo i dati". "Finché hai l'account" è una risposta. "Per il tempo necessario" senza altro è un modo elegante di non rispondere.
La prova rapida. Cercate nell'informativa la parola "profilazione" o "pubblicità personalizzata". Se c'è, e il gioco è per ragazzini, avete già capito l'essenziale in venti secondi.
Come si chiede la cancellazione
Il diritto di far cancellare i dati c'è sempre, in tutta l'Unione Europea. Quello che cambia è quanto è facile esercitarlo. Guardate se esiste un pulsante dentro al gioco o se bisogna scrivere a un indirizzo e aspettare. La differenza dice molto di chi avete davanti.
Come sta Zookai, in breve
Nome scelto per il gioco, email, password cifrata, anno di nascita e i dati di gioco. Niente cognome, telefono, posizione, rubrica o foto. Server in Germania, email da un fornitore in Francia, quindi tutto nell'Unione Europea. Nessuna pubblicità profilata. L'account si cancella da dentro al gioco, senza scrivere a nessuno. Sotto i 14 anni serve la conferma di un genitore e l'account resta spento finché non arriva.
Il dettaglio completo è nell'informativa, scritta in italiano leggibile e non in legalese: ci abbiamo messo tempo apposta.
Zookai