Sono due hobby diversi che portano lo stesso nome. Vale la pena sapere in cosa differiscono davvero, soprattutto se in casa si sta decidendo quale dei due cominciare.
Quello che il cartone ha e il digitale no
- Il possesso. La carta è vostra. Nessuno può cambiarne i numeri con un aggiornamento, nessuno può chiudere il servizio e farla sparire.
- Lo scambio vero. A scuola, in mano, guardandosi in faccia. È un pezzo di educazione sociale che uno scambio dentro a un'app non replica.
- Un valore che esiste fuori. Alcune carte si rivendono, e qualcuna vale cifre serie. È anche il lato pericoloso: dove c'è valore ci sono le truffe e la speculazione.
- Niente schermo. Non è poco, per un pomeriggio.
Quello che il digitale ha e il cartone no
- Costo. Le bustine di cartone costano ogni volta. Nei giochi digitali gratuiti si guadagnano giocando.
- Regole applicate da sole. Nessuna discussione su chi ha ragione: lo decide il gioco. Per due bambini che imparano, è una pace in più.
- Un avversario sempre disponibile. Anche alle sette di sera quando non c'è nessuno con cui giocare.
- Niente da perdere o rovinare. Nessuna carta piegata, nessun raccoglitore dimenticato a casa di un amico.
- Nessuno spazio occupato, il che a un certo punto smette di essere un dettaglio.
Il punto scomodo, detto chiaramente. Una collezione digitale esiste finché esiste il servizio che la ospita. Se il gioco chiude, le carte non restano in un raccoglitore: spariscono. Vale per Zookai come per i giochi delle aziende grandi, e chiunque vi dica il contrario vi sta raccontando una favola. È il motivo per cui una collezione digitale va vissuta come un divertimento, non come un investimento.
Il confronto sui soldi
| Carte di cartone | Carte digitali | |
|---|---|---|
| Costo per cominciare | Un mazzo pronto, qualche decina di euro | Spesso zero |
| Costo per continuare | Ogni bustina si paga | Dipende: giocando, o comprando |
| Rivendibile | Sì, e questo attira anche gli adulti | No, o solo dentro al gioco |
| Rischio | Spendere troppo in bustine | Spendere troppo in bustine |
L'ultima riga non è un errore di copiatura: il meccanismo che fa spendere è lo stesso, cambia solo il portafoglio da cui escono i soldi. Nei giochi digitali dove le bustine non si comprano affatto — come Zookai — quel rischio semplicemente non c'è.
Perché molti fanno tutti e due
Perché soddisfano bisogni diversi. Il cartone è l'oggetto, il pomeriggio con gli amici, la busta da aprire in tre davanti alla stessa scrivania. Il digitale è la partita veloce, l'avversario sempre lì, la collezione che cresce senza svuotare il salvadanaio. Uno non sostituisce l'altro e non c'è nessun motivo di scegliere.
Se volete provare la versione che non costa niente, Zookai si apre qui: la prima bustina è subito vostra.
Zookai